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Ilaria

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"Aspettando Godot"

Forse un giorno passerà di qui!!

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December 21

contro quella....della Gelmini!

SINTESI PROPOSTE DI MOBILITAZIONE

L’assemblea ha deliberato le seguenti azioni di mobilitazione:

- l’adesione allo sciopero del 12 dicembre p.v., con la nostra piattaforma, collegando e mobilitando i precari delle singole realtà locali dell’intero Paese.
Le modalità di partecipazione ai cortei saranno stabilite dai vari coordinatori in base alle specificità e alle esigenze territoriali.
- l’organizzazione di una prossima assemblea nazionale (orientativamente a Gennaio) con obiettivo di massima la convocazione di una manifestazione nazionale. 
- l’individuazione di un giorno, lo stesso per ogni mese, durante il quale saranno svolte localmente iniziative di mobilitazione (ad esempio: lezioni in piazza o in metropolitana, la mattinata da lavavetri, la “morte bianca” dei supplenti con la croce, etc.). E’ stato proposto e ampiamente condiviso il giorno 16 collegandosi così al No Gelmini No Aprea Day.
- la costruzione di un sito e di un forum come strumento di comunicazione coordinamento (http://retedocentiprecari.blogspot.com; http://retedocentiprecari.forumattivo.com).
- la costituzione di una Rete nazionale dei precari della scuola.
- rendere pubbliche le condizioni di sicurezza delle nostre scuole chiedendo ai presidi i dati.
- far approvare nei collegi docenti la contrarietà a queste leggi.

- la massima diffusione dei contenuti della piattaforma anche alle realtà sindacali sollecitandoli a definire le loro posizioni.


Inoltre le singole realtà territoriali prenderanno in considerazione le seguenti azioni:

- la fiaccolata della Costituzione.
- l’organizzazione di un presidio davanti agli studi Rai durante la trasmissione AnnoZero di Michele Santoro.
- l’organizzazione di un presidio nella Città del Vaticano durante il periodo natalizio o il Capodanno.  
- la realizzazione di una notte bianca.
- azioni di non collaborazione: blocco degli scrutini e rifiuto di svolgere tutte le attività non presenti nel CCNL.
- uno sciopero bianco.
 
....................................................................................
 
 
La cosa più incredibile di tutta questa triste e assurda storia..della Gelmini, è quest'immagine.
Migliaia di incredibili individui con lo stesso pensiero, lo stesso sguardo, la stessa voglia di dire no.
 
14 novembre Roma
Io Franco Tassone in marcia insieme agli studenti dell'unical di Cosenza.
 
 
June 22

la città vecchia

 
 
 
 
June 19

semplicemente amiche

IMG_4620

Queste due pazze scatenate sono le mie coinquiline, le mie compagne di vita da circa due anni.

Compagne di sventure e di belle serate...

Siamo la versione femminile dei tre moschettieri!

Forse leggermente più schizzate.

Ma Semplicemente Amiche!

June 05

censura e altro

Lettera di Paolo Barnard sulla censura.

mercoledì 13 febbraio 2008

Riceviamo e volentieri pubblichiamo la seguente lettera del giornalista Paolo Barnard in cui l'autore parla del suo libro

"Perchè ci odiano" riguardante il tema della censura.

"C'è una forma di censura nell'informazione di cui non si parla quasi mai. E' la peggiore, poiché non proviene

frontalmente dal Sistema, ma prende il giornalista alle spalle. Il risultato è che, avvolti dal silenzio e privi dell'appoggio

dell'indignazione pubblica, non ci si può difendere. Questa censura sta di fatto paralizzando l'opera di denuncia dei

misfatti sia italiani che internazionali da parte di tanti giornalisti 'fuori dal coro'.Si tratta, in sintesi, dell'abbandono in cui i

nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste 'scomode'. Come

funziona e quanto sia pericoloso questo fenomeno per la libertà d'informazione ve lo illustro citando il mio caso. Si tratta di

un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana, per cui vi prego di leggere fino in fondo il

breve racconto. Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo

minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un'inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio

farmaceutico, trasmessa l'11/10/2001 ("Little Pharma & Big Pharma"). Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica

sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per

ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità

(il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: "Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie") e spesso anche sulla nostra

salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti

nei soli USA).L'inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003.Per

quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che

si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte. Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati

della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare.Ok, siamo nei guai e trascinati in

tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato

difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia

preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi.All'atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli

mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa

da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non

solo. La linea difensiva dell'azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e

solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4)E questo per

un'inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.**(la RAI può

tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per

poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell'editore da qualsiasi responsabilità

legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla

pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l'accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben

altro, né è moralmente giusificabile l'operato della RAI in questi casi). Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e

Report per 10 anni, sono anima e corpo con l'impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un'inchiesta che la RAI

stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non

solo: lavorano compatti contro di me.La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover

pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non

mi posso permettere.Ma al peggio non c'è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E' un atto di

costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il

testo: "La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a.

dovesse pagare in conseguenza dell'eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in

giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima".(6) Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso,

nell'incredulità. Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e

magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all'evidenza, la Gabanelli

tenta di rassicurarmi dicendo che "la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in

giudizio... è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso... Finirà tutto in

nulla."(7) Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell'atto di costituzione in mora è ancora valido,

eccome. Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell'atto, né si è mai dissociata

dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del

processo in corso.(8) Non mi dilungo. All'epoca di questi fatti avevo appena lasciato Report, da allora ho lasciato anche la

RAI. Non ci sarà mai più un'inchiesta da me firmata sull'emittente di Stato, e non mi fido più di alcun editore. Non mi

posso permette di perdere l'unica casa che posseggo o di vedere il mio incerto reddito di freelance decimato dalle spese

legali, poiché abbandonato a me stesso da coloro che si fregiavano delle mie inchieste 'coraggiose'. Questa non è una

mia mancanza di coraggio, è realismo e senso di responsabilità nei confronti soprattutto dei miei cari. Così la mia voce

d'inchiesta è stata messa a tacere. E qui vengo al punto cruciale: siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo

modo. Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per

mettere a tacere si usano, invece degli 'editti bulgari', i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di

cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.Questa è censura contro la tenacia e il

coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare,

attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori. Gli editori devono

difendere i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e devono impegnarsi a togliere le clausole di manleva

dai contratti che, lo ribadisco, siamo obbligati a firmare per poter lavorare.Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei

gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta

paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità.Questo bavaglio ha e avrà

sempre più un potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o tv, di molto superiore a quello di

qualsiasi politico o servo del Sistema. Posso solo chiedervi di diffondere con tutta l'energia possibile questa realtà, via

mailing lists, siti, blogs, parlandone. Ma ancor più accorato è il mio appello affinché voi non la sottovalutiate. In ultimo. E'

assai probabile che verrò querelato dalla RAI e dalla signora Gabanelli per questo mio grido d'allarme, e ciò non sarà

piacevole per me. Hanno imbavagliato la mia libertà professionale, ma non imbavaglieranno mai la mia coscienza, perché

quello che sto facendo in queste righe è dire la verità per il bene di tutti. Spero solo che serva. Paolo Barnard

dpbarnard@libero.itNote: 1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004.2) Fatto su cui ho più di

un testimone pronto a confermarlo.3) Nel volume "Le inchieste di Report" (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli

eroicamente afferma: "...alle nostre spalle non c'è un'azienda che ci tuteli dalle cause civili". Prendo atto che il

prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell'Università di Roma La Sapienza, difende in questo

dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me.4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott.

Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: "Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la

dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l'Illustrissimo Tribunale adìto voglia:...porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni

conseguenza risarcitoria...".5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: "Lei in qualità di

avente diritto... esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di

qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di

natura legale o giudiziaria".6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di

Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005.7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard,

15/11/2005, 09:39:188) Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: "la

parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005...".

 

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